[Prima di tutto vi segnalo che tra gli ultimi film usciti (anche se venerdì non sono riuscita a parlarne) Water Horse - La leggenda degli abissi merita davvero di essere visto, se non ci credete leggete qui la mia recensione.]
Devo ammettere che io con Ben fustacchione Affleck non ho un bel rapporto. Sarà perché per me è l'esempio perfetto della faccia di bronzo inespressiva (parliamone qui), sarà perché è più famoso per i suoi amori che per le sue interpretazioni... non saprei.
Io questo Daredevil con Ben supereroe cieco - e meno male che era cieco: gli hanno risparmiato la fatica di avere un'espressione nello sguardo - proprio non l'ho apprezzato. Anche a voler mettere da parte il mio amore per il suddetto salame parlante, il film non si salva. Il piattume della storia e dei suoi protagonisti è solo vagamente colorito dalle trovate spettacolari.
La superficialità è quasi imbarazzante: i conflitti interiori dell'eroe anzichè essere drammatizzati sono liquidati con qualche battuta risibile. I dialoghi sembrano scritti da un ragazzino di terza elementare. E le truzzate ci potrebbero pure stare, se solo fossero alleggerite con un po' di ironia - Colin Farrel fa la parte del re dei truzzi, e ci sta pure molto bene! 
Attenzione, non è che sia tutto da buttare, ci sono due o tre battute divertenti e la trovata dell'incontro amoroso attraverso le arti marziali è interessante. Gli effetti speciali e il montaggio, non sono male, anzi. Per i maschietti c'è anche quella gnocca pazzesca di Jennifer Garner nei panni di Elektra. Comunque, salvato il salvabile, non ne rimane abbastanza per stare davanti allo schermo per circa due ore (dipende dall'edizione, c'è anche una directors cut!).
Comunque, se vi va di parlare di supereroi più o meno riusciti, stasera state con noi al Posto delle Fragole!
Riferimenti cinematografici:
Sinteticamente:
5 bocciato
Incastonata in una giornata densa di emozioni forti, la visione di Persepolis è stata una commovente piccola gioia. Una cioccolata calda di passioni, aromatizzata da delicate ironie. Una lama tagliente che ritaglia nel cuore cicatrici parzalmente rimarginate. Un quadro che mette a nudo il sangue delle vittime di una guerra e di un regime e la miseria di un Paese vicino e lontanissimo. Persepolis è un film d'animazione che ha un'anima pulsante.
Delizia per gli occhi nei grafismi vitali di Marjanne, che emanano un profumo di fiori. Linee che fluttuano leggere o che si stagliano nette. Bianco e nero che si incide negli occhi della mente che obbliga a seguire un certo respiro. Figure che sembrano persone reali.

No, non vi dirò niente sulla trama del film, non mi perderò nel dirvi che è tratto dalla graphic novel autobiografica della Satrapi, non farò commenti sulla brillante nonnina o sulle situazioni drammatiche, né sulle avventure di Marjanne in patria e in Austria. Persepolis è una piccola perla, un inno alla vita (e qui rubo le parole di Liley).
Qualcuno di passaggio ha scritto che non se ne può parlare male e come dargli torto? Riempiamo le sale quando ci sono film come questi, torniamo a vederlo una, due, tre volte come se fosse un rito di preghiera alle Muse - perché qui si fa baccano contro i distributori italiani, ma poi vai a vedere questo film e in sala ci sono meno di dieci persone. Ma allora Moccia ce lo meritiamo proprio... 
Per inciso, tra Ratatouille e Persepolis io non avrei avuto dubbi sull'Oscar al miglior film d'animazione. Ma è chiaro che per l'Acedemy sarebbe stata una scelta troppo anticonvenzionale.
Riferimenti cinematografici:
Sinteticamente:
9 emozionante
Non mi capitava da un po' di trovarmi in una sala con una pletora di bambini schiamazzanti e mangiatori di pop corn accompagnati dai genitori. In effetti io e il mio accompagnatore eravamo gli unici a non avere prole a carico. Per fortuna.
Anche perché se fossi mamma non porterei il mio bambino a vedere una porcheria simile. L'ironia sul mondo delle fiabe tradizionali funzionava alla grande con Shrek (anche se il meccanismo comincia a cigolare con il terzo episodio), risultava un tantino claudicante in Come d'incanto ed è assolutamente vuota in questa Cenerentola e gli 007 nani (o Happily n'Ever After, che dir si voglia).
La grafica fa schifo. Mi avevano detto che questo film era stato realizzato in soli 15 mesi grazie a turni di lavoro night & day. Sarà... ma sarà pure che ci sono voluti 15 mesi perché la qualità sembra quella dei filmini che si vendono con i pacchi di merendine Kinder e Ferrero. L'aspetto narrativo è banale e frettoloso, non c'è traccia dello spessore dei personaggi che invece troviamo nella saga dell'orco verde, I protagonisti sembrano tagliati con l'accetta e manca qualsiasi guizzo di acume... devo aggiungere altro?
Questo film è una brutta dimostrazione del fatto che non basti cambiare un po' le carte in tavola e mettere in ridicolo alcune figure tradizionali, come quella del principe, per capovolgere la fiaba.
Piuttosto, rivedersi un tradizionalissimo classico Disney in dvd. E poi... io non ero mica tanto convinta di vedermi questo film, volevo vedere Persepolis, ecco! 
Vabbè, consoliamoci al Posto delle Fragole, visto che stasera andrà in onda una puntata tutta dedicata alla sci-fi!
Slurp!
Riferimenti cinematografici:
Sinteticamente: 5 e 1/2
fallito
Settimana colma di ucite questa, alcune delle quali, sono riservate a una cerchia ristretta. Prima di andare al cinema, fate anche un salto al Posto delle Fragole, Reder ha qualche cosa da dirvi.
Cenerentola e gli 007 nani
Prosciugato il pozzo di Shrek i produttori non abbandonano la strada dell'ironia fiabesca, continuando a rovesciare le trame e i personaggi. Se si tornerà ai livelli umoristicio del primo film con l'orco verde o se si navigherà in acque più basse lo scopriremo al cinema!
Titolo originale, Happily N'Ever After, un film di Paul Bolger, Yvette Kaplan. Durata: 87 minuti. Genere: animazione. Produzione: Usa/Germania, 2007. Distribuzione italiana: DNC Entertainment.
Grande, grosso e... Verdone
Primo atto: Funeral Party all'italiana, anzi, all'amatriciana. Secondo atto: un severo professor universitario alle prese con il primo amore del figlio (che si chiama Severiano). Terzo atto: una famigliola in crisi va in vacanza. Ritroviamo la solita comicità alla Verdone, con i suoi personaggi e i suoi italici tic.
Titolo originale, Grande, grosso e... Verdone, un film di Carlo Verdone, con Carlo Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari. Durata: 131 minuti. Genere: comico. Produzione: Italia, 2008. Distribuzione italiana: Filmauro.
Lezioni di felicità
La felicità e il successo: esiste l'uno senza l'altra? Due vite, un uomo e una donna che si incontrano ed entrambi imparano qualcosa.
Titolo originale, Odette Toulemonde, un film di Eric-Emmanuel Schmitt, con Catherine Frot, Albert Dupontel, Jacques Weber. Durata: 104 minuti. Genere: commedia. Produzione: Francia/Belgio, 2007. Distribuzione italiana: Videa-CDE.
Sonetàula
Un nuovo film dal regista mio conterraneo che si era già fatto notare con Ballo a tre passi. Storia di un bandito, tutto in lingua sarda sottotitolata. Io non ho visto nemmeno l'altro, quindi non posso esprimermi.
Titolo originale, Sonetàula, un film di Salvatore Mereu, con Francesco Falchetto, Manuela Martelli, Antonio Crisponi. Durata: 156 minuti. Genere: drammatico. Produzione: Italia, 2007. Distribuzione italiana: Lucky Red.
Biùtiful cauntri
La Campania devastata dalla camorra e dalle sue discariche abusive: i danni della diossina sugli animali. Sono ormai argomenti noti, ma è una buona cosa che, una volta di più si mettano i puntini sulle "i" sulle responsabilità e i problemi dell'immondizia in una regione che sta diventando una discarica a cielo aperto.
Titolo originale, Biùtiful cauntri, un film di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero, con Raffaele Del Giudice, Salvatore Napolano, Patrizia Gerlando. Durata: 83 minuti. Genere: documentario. Produzione: Italia, 2007. Distribuzione italiana: Lumière & Co.
Vogliamo anche le rose
Altro documentario, questo sulle donne e sul femminismo. Uscita evento per l'8 marzo. Ne ha già parlato Roberto Bernabò.
Titolo originale, Vogliamo anche le rose, un film di Alina Marazzi. Durata: 85 minuti. Genere: documentario. Produzione: Italia, 2007. Distribuzione italiana: Mikado.
Dimenticavo di dirvi che oggi al Posto delle Fragole ci sarà un ospite speciale! Tra le 19 e le 20 clicca qui per la diretta! Tra le altre cose anche i miei dj preferiti (dopo Marco Baldini, of course
) parleranno del filmaccio di cui sotto! 
C'è una mia amica che sostiene che la violenza estrema al cinema sia catartica. Insomma... forse avevo bisogno proprio di questa sboronata del vecchio Sylvester per riprendermi da una settimana un po' stressante. Fatto sta che ho rimandato ancora Il Petroliere e il premio Oscar Non è un paese per vecchi e sono andata a vedere solo John Rambo questo weekend. 
Un film così immondo non si vedeva dagli anni Ottanta. E noi che in quegli anni eravamo dei mostriciattoli in fasce ci sguazziamo anche oggi: sì, sguazziamo felici tra il fango e il sangue. Il nuovo equipaggiamento di Rambo con arco e freccie è molto affascinante, ma non temete: a un certo punto il nostro eroe avrà a disposizione armi da fuoco con una interminabile carica di proiettili. La violenza roboante, esagerata, inverosimile. Alcune scene sono quasi caricaturistiche: indimenticabile Stallone che strizza come un limone il collo di un birmano, finché non inizia a grondare il sangue dalla giugulare; oppure quello che viene sbudellato con un coltello, che cadendo si apre in due come un libro. È fantastico, ragazzi e... sì, ha ragione Filippo, è molto divertente!
Il tutto è assolutamente pretestuoso. Mentre con Rocky Balboa potevamo ancora vedere lo spessore del protagonista, qui Stallone/Rambo è spesso come un foglio di carta velina. La violenza è diventata una ragione di vita, ma anche l'unica realtà di un mondo dipinto con ingenue tinte fosche, in cui, infine, anche i portatori di pace si piegano alla legge del taglione.
Una noticina la merita il corpo ultra-muscoloso di Stallone: sempre più stallone e sempre meno umano, a quanto pare. Trovo che dovrebbe parlare con un medico.
Non capisco una cosa, però: se Sylvester Stallone in questa riedizione dei vecchi cult dei tempi che furono si prenda sul serio. Leggo che sta producendo un film sul grande Edgar Alan Poe, sono preoccupata - anche se in parte mi conforta sapere che il protagonista sarà Viggo Mortensen. Forse qualcuno dovrebbe fermarlo.
Riferimenti cinematografici:
Sinteticamente:
trashissimo 6
Per tutto il resto c'è: Nugae!
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