Siete mai stati in una Grindhouse?
Arrivo tardi. Arrivo così tardi che sembra che tutto sia già stato detto: le chicche del film ce le aveva già raccontate Dome, le posizioni (pro, contro, nel mezzo) sono già state rappresentate rispettivamente da una delirante standing ovation, da una critica disincantata e da una lucida visione. Tanto che ho dovuto dimenticare tutto questo (o quasi tutto) prima di sedermi sulla poltroncina del cinema, per godermi in pace e la mia visione del film.
Ho aspettato un'amica ritardataria a cui avevo comprato il biglietto, quindi sono entrata in
sala quando cominciavano ad apparire i titoli di testa... e questo fa molto grindhouse experience
! I primi minuti del film non mi hanno dato molto: tre belle strappone poco vestite, qualche dialogo nonsense, sbavature (digitali) della pellicola, godibili inquadrature. Poi è arrivato Warren/Tarantino: più unto che mai, barista/magnaccia con lo sguardo da maniaco. Primo picco di godimemento. E poi è esplosa la celeBrazione dei B-movies: motori tamarri e inseguimenti in auto, spargimenti di sangue, caricature viventi di sceriffi (uno dei quali assomigliava comicamente al mio maestro). Poteva bastare? Certo che no: e allora i tarantiniani D.O.C. si saranno divertiti alla ricerca di autocitazioni: cellulari che squillano una musichetta di Kill Bill (clicca per ascoltarla!), sequenze in bianco e nero che, con il ritorno del colore mostrano uno sgargiate giallo, mosse di karate, massaggi ai piedi (e se è per questo anche slinguazzate ai piedi), e intimazioni a "non bestemmiare"... Play the game!
Geniale il personaggio di Kurt Russel, Stuntman-Mike: un cattivo affascinante e sfigato allo stesso tempo. Affascinante per l'enigmatica freddezza e per il sadismo amorale, sfigato perché gli anni del digitale sono tempi duri per un uomo a prova di morte. E anche i bei tempi non sono stati poi così generosi...
Ma tutto questo non è niente, perché quando è arrivata l'implacabile vendetta femminile ho vissuto un momento di puro godimento: sembrava un videogame, di quelli che fanno salire l'adrenalina persino a me (chi mi conosce sa che rapporto ho con i videogiochi...). Esco dalla sala con la sensazione di essermi divertita moltissimo.
Nessun paragone con Pulp fiction, Le iene o con i due Kill Bill: rispetto ai primi due si svilisce la qualità dei dialoghi tarantiniani (ci sono bellissime battute e chiacchiere insensate... ma niente che possa eguagliare i colpi di genio cui ci eravamo abituati), rispetto ai due Kill Bill manca la messa in gioco di pulsioni universali, perchè la superficialità è portata alle sue estreme conseguenze. Forse, più che altro, questo è il film più trash del vecchio (neanche tanto) Quentin!
Riferimenti cinematografici
- Quentin Tarantino, Grindhouse - A prova di morte, 2007
Sinteticamente:
Sadico godimento! 7 e 1/2































