giovedì, 11 ottobre 2007

28 settimane dopo: l'infezione continua...

28 settimane dopoA parte il fatto che non ho visto 28 giorni dopo (ma rimedierò... in fondo mi capita spesso di fare le cose al contrario!). A parte il fatto che è quasi l'una e domani vado a "lavorare" (le virgolette sono dovute all'assenza di paga, non all'assenza di lavoro). A parte il fatto che per quanto me ne avessero parlato bene, proprio non me l'aspettavo così. A parte tutto: ma che bella e gustosa sorpresa è stato questo film!

Fa paura. La tensione è costruita ad arte sin dalle prime scene. L'urletto... potrebbe essere dietro l'angolo - secondo la scuola dei grandi horror. C'è, come si conviene, qualche caduta nello splatter - litri di sangue e un elicottero che falcia corpi umani. Lasciatevi trasportare dal film, perché ne vale davvero la pena.

Commuove. Il bambino, il senso materno, una famiglia smembrata, persone innocenti gettate nel mucchio della morte. Ci sono alcun scene che lasciano atterriti davanti alla loro crudeltà ineluttabile: io commentavo con un silenzioso e intimo "merda!" alcune scene - più tristi che paurose. Seduta affianco a me c'era una ragazza che da un certo punto in poi piangeva - facendosi consolare dall'atletico boyfriend, of course!

Intreccia storie. I protagonisti si susseguono senza conquistare mai, davvero il ruolo principale: semplicemente rappresentano vari punti di vista sulla vicenda. In uno dei tanti mondi possibili, potrebbe persino essere una narrazione verosimile, nel senso che non ci sono eccessi, nè manierismi. Le scene e il montaggio sono raramente scontati, prospettive e stili si susseguono con rapidità, l'occhio dello spettatore segue vorace il cataclisma inevitabile. Travolgente.

Riferimenti cinematografici

  • Juan Carlos Fresnadillo, 28 settimane dopo, 2007

Sinteticamente:  terrore sorprendente 8

Lilith1984 ha raccolto queste idee nell'iperuranio | commenti (20)(popup) | commenti (20)