lunedì, 03 marzo 2008

John Rambo: fate la guerra, non fate l'amore

Dimenticavo di dirvi che oggi al Posto delle Fragole ci sarà un ospite speciale! Tra le 19 e le 20 clicca qui per la diretta! Tra le altre cose anche i miei dj preferiti (dopo Marco Baldini, of course ) parleranno del filmaccio di cui sotto!

John RamboC'è una mia amica che sostiene che la violenza estrema al cinema sia catartica. Insomma... forse avevo bisogno proprio di questa sboronata del vecchio Sylvester per riprendermi da una settimana un po' stressante. Fatto sta che ho rimandato ancora Il Petroliere e il premio Oscar Non è un paese per vecchi e sono andata a vedere solo John Rambo questo weekend.

Un film così immondo non si vedeva dagli anni Ottanta. E noi che in quegli anni eravamo dei mostriciattoli in fasce ci sguazziamo anche oggi: sì, sguazziamo felici tra il fango e il sangue. Il nuovo equipaggiamento di Rambo con arco e freccie è molto affascinante, ma non temete: a un certo punto il nostro eroe avrà a disposizione armi da fuoco con una interminabile carica di proiettili. La violenza roboante, esagerata, inverosimile. Alcune scene sono quasi caricaturistiche: indimenticabile Stallone che strizza come un limone il collo di un birmano, finché non inizia a grondare il sangue dalla giugulare; oppure quello che viene sbudellato con un coltello, che cadendo si apre in due come un libro. È fantastico, ragazzi e... sì, ha ragione Filippo, è molto divertente!

Il tutto è assolutamente pretestuoso. Mentre con Rocky Balboa potevamo ancora vedere lo spessore del protagonista, qui Stallone/Rambo è spesso come un foglio di carta velina. La violenza è diventata una ragione di vita, ma anche l'unica realtà di un mondo dipinto con ingenue tinte fosche, in cui, infine, anche i portatori di pace si piegano alla legge del taglione.
Sylvester StalloneUna noticina la merita il corpo ultra-muscoloso di Stallone: sempre più stallone e sempre meno umano, a quanto pare. Trovo che dovrebbe parlare con un medico.

Non capisco una cosa, però: se Sylvester Stallone in questa riedizione dei vecchi cult dei tempi che furono si prenda sul serio. Leggo che sta producendo un film sul grande Edgar Alan Poe, sono preoccupata - anche se in parte mi conforta sapere che il protagonista sarà Viggo Mortensen. Forse qualcuno dovrebbe fermarlo.

Riferimenti cinematografici:

  • Sylvester Stallone, John Rambo, 2008
    Titolo originale: Rambo, con Sylvester Stallone, Julie Benz, Paul Schultze. Durata: 90 minuti. Genere: action. Produzione: Usa/Germania, 2008. Distribuzione italiana: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia.

Sinteticamente:  trashissimo 6

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mercoledì, 27 febbraio 2008

Prospettive per un delitto: per la serie "solo nei film"

Prospettive di un delittoVi consiglio di leggere la recensione che segue ascoltando questo brano dei Gem Boy, oppure leggete la recensione e poi guardate il video... è lo stesso!

Brevissimamente, la trama. Un attentato sconvolge un vertice di pace internazionale a Salamanca, noi lo rivediamo da otto prospettive diverse per capirlo fino in fondo.

Un film d'azione Doc, che a tratti è così coatto da diventare involontariamente esilarante. L'esagerazione è il tono prevalente.
Prospettive di un delitto - Una scena del filmL'Eroe (Denis Quaid). Integerrimo, riflessi sempre pronti, al volante di un'utilitaria è meglio di Schumacher con la Ferrari. Ma soprattutto, è indistruttibile: capace di uscire dalle lamiere dell'auto accartocciata, manco fosse Terminator, e di cominciare a correre come un atleta doppato. Pronto davvero a tutto prima di salvare la sua principessa, e veniamo appunto...

Il Presidente. Rischia di essere ucciso e gli dicono: "Bombardiamo i capi di quest'operazione, in Marocco". E lui: "No, poveri marocchini, che c'entrano? E poi se non risponderemo con la violenza dimostreremo superiorità" Gli dicono che manderanno un sosia al suo posto: "Ma dai, proprio oggi. Non posso andare io?"*** Ma è il Presidente degli Stati Uniti o Papa Giovanni Paolo II?

Il Summit. Ma secondo voi... una bella piazza centrale in una città spagnola, circondata da manifestanti pacifisti e no-global è un luogo sicuro dove fare un vertice internazionale? No, ditemelo voi...
Prospettive di un delittoLe riprese e il montaggio. Se vi siete lamentati per Cloverfield beccatevi questo! Il montatore si è calato un paio di anfetamine prima di fare il suo lavoro. Se soffrite di mal di mare prendete una Xamamina prima di vedere questo film.

Rewind. Una, due, tre... otto prospettive. E ogni volta quel timer che riparte. Se ne ha abbastanza alla terza di sto gioco. E poi... è solo una mia opinione oppure i punti di vista non sono puri? Mi sembra che ci siano immagini ed elementi che i nostri protagonisti non dovrebbero vedere e/o conoscere. Il punto di vista è centrato su un personaggio, ma sempre ibrido.

Alice nel Paese delle Smeraviglie. Per tutto il film c'è questa cazzo di bambina che perde la mamma durante l'esplosione delle bombe e va a cercarla spaesata e piagnucolante (la mamma suddetta non le ha nemmeno insegnato a guardare a destra e a sinistra prima di attraversare). Pare che tutti cerchino di aiutarla (Whitaker ne fa una missione) finchè, addirittura [evidenzia col mouse perché è spoiler] i terribili teroristi privi di scrupoli, che hanno ammazzato centinaia di persone e che si sono pure ammazzati fra di loro, frenano alla vista della pupetta, facendo accappottare l'ambulanza e consentendo al Presidente di salvarsi... ma dai!

Il bello è che alla fine questo film non fa neppure tanto schifo, è passabile, a tratti persino divertente... Sti americani...

***Le citazioni sono fatte a caso, ma il senso è quello!

Riferimenti cinematografici:

  • Pete Travis, Prospettive di un delitto, 2007
    Titolo originale: Vantage Point, con Dennis Quaid, Forest Whitaker, Sigourney Weaver. Durata: 90 minuti. Genere: action. Produzione: Usa. Distribuzione italiana: Sony Pictures.

Sinteticamente:  6 e 1/2 extraUsa

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giovedì, 21 febbraio 2008

Spiderman 2: waiting for 4?

Spider-man 2

La sesta puntata di al Posto delle fragole è online... EvVai!

Abbiamo chiacchierato su come Spider-Man 1  ci abbia fatti innamorare di quel ragnetto di Tobey Maguire, abbiamo criticato l'ultimo Spider-Man 3, salvandone ben poco. E adesso, l'anello mancante: perché Spiderman 2 è da molti considerato il migliore della trilogia? [Trilogia per ora, presto si aggiungerà un quarto episodio, anzi mi auguro di cuore che l'arrivo di una nuova penna dia nuovo lustro alla saga] Proverò a rispondere con le mie impressioni.

Se nel primo Spiderman vediamo nascere l'eroe, nel secondo episodio lo vediamo prendere consapevolezza di sè. L'eroe è dibattuto tra le sue potenzialità e suoi desideri, tra il senso del dovere e l'amore. Il nostro Peter Parker attraversa una crisi di identità in cui arriva addirittura a somatizzare il conflitto. Ma non solo Peter Parker/Spiderman deve prendere coscienza, la sceneggiatura di Alvin Sargent lascia ampio spazio anche agli altri personaggi e alle loro scelte. La zia May (Rosemary Harris) può conoscere la verità, Mary Jane (Kirsten Dunst) può fare la sua scelta d'amore e Harry (James Franco) può fare la sua scelta d'odio. Persino Doc Ock (Alfred Molina), in punto di morte riesce ad autodeterminarsi rispetto alle macchine che lo avevano soppraffatto.

Spiderman 2Ci salva da un eccesso moralistico sull'importanza dell'identità e delle proprie scelte, la divertita regia di Sam Raimi. Il suo inconfondibile umorismo sadico regna sovrano nella pellicola, facendone un piatto sfizioso e leggero. Le debolezze di Peter Parker e la sua goffaggine sono esaltate con gusto. Il regista de L'armata delle tenebre non perde occasione di maltrattare lo studentello Parker e si compiace, arrivando ad auto-citarsi e infilando un cammeo di Bruce Campbell.
Spiderman 2Spettacolari, ancora una volta, le piroette aeree dello Spiderman digitale, il film raggiunge un ottimo equilibrio tra effetti speciali e storia. Il risultato è un film divertente e intelligente, che racconta con un sorriso situazioni psicologiche comuni in occasioni straordinarie. Un film adatto a pubblici diversi: dai fan della Marvel ai profani del fumetto, dal ragazzino di dieci anni a una cinefila pasticciona come me.

Standing ovation per i titoli di apertura con micro-riassunto della puntata precedente disegnato da disegnato da Alex Ross, disegnatore di casa Marvel.

Riferimenti cinematografici:

  • Sam Raimi, Spiderman 2, 2004
    Titolo originale: Spiderman 2, con Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco. Durata: 135 minuti. Genere: supereroi. Produzione: Usa. Distribuzione italiana: Columbia Pictures.

Sinteticamente:  divertente 8 e 1/2

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martedì, 19 febbraio 2008

Zatoichi: il giocattolo antico di Kitano

ZatoichiDopo aver ricevuto un altro D ieci e Lode dalla mia amica virtuale Daisy (grazie!!!), vi propongo una micro-recensione e scappo via.

Provate a immaginare un eroe nazionale interpretato attraverso sprazzi di dissacrante comicità. Provate a sovrapporre l'eleganza minimalista della cultura nipponica e qualche scena splatter. Infilate un allegro tip tap e una storia di vendetta nello stesso film. Zatoichi è un po' tutto questo.
Zatoichi - ScenaSi ha l'impressione che Kitano abbia fatto un film in costume solo per prendersi il gusto di mescolare le carte poi osservare, sornione, il risultato. Sono rimasta affascinata da questo gioco di Kitano che prende la storia di un samurai e la plasma sui propri toni, Zatoichi è un film che va oltre il folklore nazionale, che asseconda il gusto occidentale e lo sposa con la poesia orientale, senza rischio di divorzi.

Riferimenti conematografici:

  • Takeshi Kitano, Zatoichi, 2003
    Titolo originale: Zatoichi, con Takeshi Kitano, Tadanobu Asano, Michiyo Oguso. Durata: 115 minuti. Genere: azione. Produzione: Giappone. Distribuzione italiana: Mikado.

Sinteticamente:  7 e 1/2 visione affascinante

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giovedì, 08 novembre 2007

Old Boy: c'è del marcio in Corea

Old BoyChan-wook Park è un regista coreano di 44 anni - età in cui uno dei nostri sarebbe considerato un esordiente, ma non credo che funzioni così da quelle parti, visto che sono circa 15 anni che il buon uomo dirige e scrive un film dietro l'altro. Buon uomo per modo di dire. Diciamo che Chan-wonk ha una perversa ossessione per la vendetta. Diciamo pure che ha un talento da restarci secchi. E un'immaginazione degna del vostro peggior incubo.

Nel 2002 supera le barriere internazionali con un film che da noi si intitola Mr. Vendetta: è l'inizio di una trilogia sul suo tema più caro. Old Boy è il secondo film della trilogia: è consigliata la visione solo ad un pubblico adulto. Un film straziante, sadico, violento.

Cattura l'immaginazione con una fotografia magistrale, un montaggio digitale spesso pindarico, una trama che mixa senza volgarità suspence, azione, violenza e sesso. Lo spettatore viene preso nella rete, si immedesima nel protagonista e poi si trova scioccato, tradito, violentato dal regista. La storia di Dae-Su si avvicina alla mia barriera shock.

Old Boy è un calcio nello stomaco. Colpisce i valori più universali attraverso pulsioni altrettanto universali. Old Boy è poco adatto alle famiglie e ai deboli di cuore e anche se credete di avere il pelo sullo stomaco vi lascerà angosciati. 

Riferimenti cinematografici:

  • Cham-wook Park, Old Boy, 2003

Sinteticamente:  lacerante, 9

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