Un mostro verde in camera mia: Hulk
Aspettando Hulk II mi sono vista il primo Hulk di Ang Lee, felice acquisizione della videoteca del mio fratellino. Quando ero piccola vedevo il telefilm in tv e restavo immobile a guardare, tra il fascino e l'orrore, questa mutazione rabbiosa - a un certo punto hanno fatto anche il cartone animato, ma ero troppo grande per queste cose. Insomma, sembra che questa stagione sia all'insegna dei ritorni al passato, e non mi dispiace.
Delle immagini che mi ricordo è rimasto ben poco nel nuovo mostro verde: quello della mia infanzia aveva un volto trasfigurato e terribilmente verosimile, questo sembra più uno Shreck muscoloso e di qualche taglia più grosso. Mentre nei miei ricordi c'era soprattutto una forza distruttiva e feroce, c'erano pulsioni primarie attivate spesso nel buio di un laboratorio/cripta, c'era l'attesa impaziente che lo scienziato perdesse le staffe e si trasformasse, nel film che ho visto oggi c'è una generosa dose di sentimentalismo, c'è un buon mix di motivazioni e ferite in tutti i personaggi, anche nei cattivi. Soprattutto, c'è un finale aperto senza premio che mi richiamerà al cinema nel 2008, per il film di Leterrier.
Un cast molto credibile, e uno sviluppo dei personaggi da manuale. Un montaggio che mette a frutto tutti i possibili virtuosismi del digitale. Per il resto ci sono tutti i clichè del genere: eroe che scopre i poteri nascosti dentro di sè e deve imparare a usarli, scienziato pazzo e tracotante, donna adorabile, ma fragile. Davvero niente male.
Ipse dixit (queste battute non me le dimenticherò):
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Smettila, non è colpa tua, davvero. Tu sei solo il prodotto della mia inesplicabile ossessione per gli uomini freddi. Mi passerà.
E poi:
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Mi hai trovato.
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Non era difficile trovarti.
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Sì, invece.
[Lo so, mi vedo i film da maschiaccio e poi mi faccio commuovere dal romanticismo, ma che ci posso fare?]
Riferimenti cinematografici
- Ang Lee, Hulk, 2003
Sinteticamente:
Spettacolare... e inaspettatamente romantico 7 e 1/2






























