Persepolis: come m'incanto...
Incastonata in una giornata densa di emozioni forti, la visione di Persepolis è stata una commovente piccola gioia. Una cioccolata calda di passioni, aromatizzata da delicate ironie. Una lama tagliente che ritaglia nel cuore cicatrici parzalmente rimarginate. Un quadro che mette a nudo il sangue delle vittime di una guerra e di un regime e la miseria di un Paese vicino e lontanissimo. Persepolis è un film d'animazione che ha un'anima pulsante.
Delizia per gli occhi nei grafismi vitali di Marjanne, che emanano un profumo di fiori. Linee che fluttuano leggere o che si stagliano nette. Bianco e nero che si incide negli occhi della mente che obbliga a seguire un certo respiro. Figure che sembrano persone reali.

No, non vi dirò niente sulla trama del film, non mi perderò nel dirvi che è tratto dalla graphic novel autobiografica della Satrapi, non farò commenti sulla brillante nonnina o sulle situazioni drammatiche, né sulle avventure di Marjanne in patria e in Austria. Persepolis è una piccola perla, un inno alla vita (e qui rubo le parole di Liley).
Qualcuno di passaggio ha scritto che non se ne può parlare male e come dargli torto? Riempiamo le sale quando ci sono film come questi, torniamo a vederlo una, due, tre volte come se fosse un rito di preghiera alle Muse - perché qui si fa baccano contro i distributori italiani, ma poi vai a vedere questo film e in sala ci sono meno di dieci persone. Ma allora Moccia ce lo meritiamo proprio... 
Per inciso, tra Ratatouille e Persepolis io non avrei avuto dubbi sull'Oscar al miglior film d'animazione. Ma è chiaro che per l'Acedemy sarebbe stata una scelta troppo anticonvenzionale.
Riferimenti cinematografici:
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Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi, Persepolis, 2008
Titolo originale, Persepolis. Durata: 95 minuti. Genere: animazione. Produzione: Francia/Usa. Distribuzione italiana: Bim.
Sinteticamente:
9 emozionante













Non mi capitava da un po' di trovarmi in una sala con una pletora di bambini schiamazzanti e mangiatori di pop corn accompagnati dai genitori. In effetti io e il mio accompagnatore eravamo gli unici a non avere prole a carico. Per fortuna.
fallito
La Pixar ci aveva abituati sin troppo bene.
un po' piatto 7
Ragazzi, non vi ho abbandonati, dovevo solo fare l'ultimo esame della sessione e un colloquio di lavoro... quindi stasera visto che sono stanca, ma di ottimo umore, vi allieto con un argomento leggero leggero e frivolo come un pacchetto di pop-corn!
semplicemente: ROTFL 8
Si abbassano le luci, nella sala stracolma tutti aspettano solo Homer&Co. Dopo un numero interminabile di spot, pubblicità progresso e trailer, si sente lo squillo di tromba della 20th Century Fox, disturbato da una vocetta buffa – no, non è un bambino in sala. Poi appaiono loro, i Simpson al completo, che prendono posto davanti a uno schermo cinematografico. Con pigra sagacia Homer chiede che senso abbia pagare per vedere qualcosa che si potrebbe vedere stando comodamente a casa. Ottima osservazione: teniamola da parte. 
















