Caos calmo: ultimo tango a Roma?
Ieri sera avrei voluto vedere Caos Calmo, il chiacchierato film di Antonio Grimaldi con Nanni Moretti, ma gradevoli impedimenti mi hanno tenuta lontana dal film (che credo di recuperare questa sera, con lo sconto giovedì donne
). Non vedo l'ora di vederlo per le sue caratteristiche artistiche, ma oggi mi preme di parlarne per un altro motivo.
In Italia la CEI sta diventando la terza camera del Parlamento, riguardo a importanti temi politici e sociali,
ma non si accontenta di questo, vuole entrare anche nella nostra camera da letto e spiegarci quale sia il modo più sano di fare sesso. Don Nicolò Anselmi (CEI) sulla newsletter dedicata ai ragazzi che si preparano alla Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney, critica la scena di sesso tra Moretti e Isabella Ferrari in Caos Calmo:
I due attori fanno l'amore in piedi, vestiti, senza guardarsi in faccia: capisco che la scena vada letta e inserita nel contesto del film, ma confesso che anch'io sono rimasto stupito e disturbato.
Ops! Mi si turba il monsignore!
Da quando in qua è compito della Chiesa sindacare su come si fa sesso? Il punto, infatti, stando al testo della newsletter non è cosa si fa, ma come "mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera, magari un momento d'amore aperto alla vita, aperto a un figlio". Ah, già, un figlio, perché i figli non si fanno da terga all'impiedi, ma nella posizione del missionario (sapete dirmi, poi, perché codesta posizione si chiama così?).
Il vescovo non vuole censurare il film, specifica la Conferenza Episcopale Italiana, è preoccupato per i propri fedeli - cui sono orgogliosa di non appartenere:
Spesso sono i più deboli, i più poveri culturalmente a essere segnati da questi cattivi insegnamenti e vengono travolti da fantasie erotiche che diventano dipendenza e sfociano nella violenza.
Eh sì... è proprio questo che porta i giovani alla violenza!
Sentite un po', voi pensate alle vostre anime, noi pensiamo a quello che c'è intorno. A ciascuno il suo, come si dice.
Ci sono cose, signori della CEI, che non si imparano al catechismo.
Per chi volesse sapere il parere di Nanni Moretti e di Isabela Ferrari, ecco le loro dichiarazioni.













Era da tanto tempo che non vedevo un film così imperdonabile, quindi preparatevi perché sarò molto cattiva. Questa storia di un uomo che un giorno inizia una relazione extra-coniugale e di come vive il conflitto tra i suoi due amori, potenzialmente sarebbe potuta essere coinvolgente, strappalacrime, emozionante. Ha fallito e vi dirò perché.
Insopportabilmente noioso 3
Shortbus, di John Cameron Mitchell, non è un porno, nonostante si vedano senza censura tutte le declinazioni della trasgressione erotica. Una analisi fredda, quasi clinica, della vita sessuale, che non è mai eccitante. Inquietante, semmai. In qualche caso tragi-comica. Raschiata con le unghie di un umorismo sottile. La vera posta in gioco non sono gli orgasmi, ma l'identità individuale, le relazioni umane. Il regista si era già segnalato alla critica con la sua opera prima: Hedwig - La diva con qualcosa in più, pluripremiato.
Intelligente, orgiastico: 8
Una messinscena della psiche: il cinema di Bertolucci è il suo personale psicodramma. Nei suoi film il regista è penetrato nei suoi conflitti inconsci e ha cercato di realizzare le sue fantasie sessuali. Prendiamo tre dei suoi film: Ultimo tango a Parigi (1972), Io ballo da sola (1996), The Dreamers (2003). Una giovane donna che scopre la sessualità istintiva con un uomo sconosciuto e più maturo. Una vergine che affascina tutti con il suo alone di sensualità. Tre ragazzi che scardinano con spensieratezza ogni tabù, in una Parigi sessantottina. Cosa hanno in comune? Il tema innanzi tutto. In modi diversi tutti parlano dell’iniziazione sessuale. Attraverso la telecamera, con voyeurismo vorace, ci portano a spiare dalla toppa della serratura – e in questo è efficacissima la fotografia di Vittorio Storaro.
















