Spiderman 2: waiting for 4?

La sesta puntata di al Posto delle fragole è online... EvVai!
Abbiamo chiacchierato su come Spider-Man 1 ci abbia fatti innamorare di quel ragnetto di Tobey Maguire, abbiamo criticato l'ultimo Spider-Man 3, salvandone ben poco. E adesso, l'anello mancante: perché Spiderman 2 è da molti considerato il migliore della trilogia? [Trilogia per ora, presto si aggiungerà un quarto episodio, anzi mi auguro di cuore che l'arrivo di una nuova penna dia nuovo lustro alla saga] Proverò a rispondere con le mie impressioni.
Se nel primo Spiderman vediamo nascere l'eroe, nel secondo episodio lo vediamo prendere consapevolezza di sè. L'eroe è dibattuto tra le sue potenzialità e suoi desideri, tra il senso del dovere e l'amore. Il nostro Peter Parker attraversa una crisi di identità in cui arriva addirittura a somatizzare il conflitto. Ma non solo Peter Parker/Spiderman deve prendere coscienza, la sceneggiatura di Alvin Sargent lascia ampio spazio anche agli altri personaggi e alle loro scelte. La zia May (Rosemary Harris) può conoscere la verità, Mary Jane (Kirsten Dunst) può fare la sua scelta d'amore e Harry (James Franco) può fare la sua scelta d'odio. Persino Doc Ock (Alfred Molina), in punto di morte riesce ad autodeterminarsi rispetto alle macchine che lo avevano soppraffatto.
Ci salva da un eccesso moralistico sull'importanza dell'identità e delle proprie scelte, la divertita regia di Sam Raimi. Il suo inconfondibile umorismo sadico regna sovrano nella pellicola, facendone un piatto sfizioso e leggero. Le debolezze di Peter Parker e la sua goffaggine sono esaltate con gusto. Il regista de L'armata delle tenebre non perde occasione di maltrattare lo studentello Parker e si compiace, arrivando ad auto-citarsi e infilando un cammeo di Bruce Campbell.
Spettacolari, ancora una volta, le piroette aeree dello Spiderman digitale, il film raggiunge un ottimo equilibrio tra effetti speciali e storia. Il risultato è un film divertente e intelligente, che racconta con un sorriso situazioni psicologiche comuni in occasioni straordinarie. Un film adatto a pubblici diversi: dai fan della Marvel ai profani del fumetto, dal ragazzino di dieci anni a una cinefila pasticciona come me.
Standing ovation per i titoli di apertura con micro-riassunto della puntata precedente disegnato da disegnato da Alex Ross, disegnatore di casa Marvel.
Riferimenti cinematografici:
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Sam Raimi, Spiderman 2, 2004
Titolo originale: Spiderman 2, con Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco. Durata: 135 minuti. Genere: supereroi. Produzione: Usa. Distribuzione italiana: Columbia Pictures.
Sinteticamente:
divertente 8 e 1/2













Se ne avete voglia potete anche ascoltare alcune delle loro hit: cliccando
Quando sono andata a vedere il film di Alvin Superstar avevo aspettative nostalgiche che temevo potessero essere deluse. E in effetti... è stato proprio così.
Un film piuttosto insipido. I protagonisti sono tagliati a colpi d'accetta, con una caratterizzazione molto superficiale - nonostante l'ampia quantità di materiali a cui attingere per definirli meglio. Dave Neville (Jason Lee) è uno sfigato un po' maldestro ma tanto buono, la sua donna (Cameron Richardson) una strafiga da copertina, Alvin è il fighetto, Simon il secchione e Theodor il bambinone. That's all.
Visto che ieri ho fatto riferimento a Del Toro oggi mi è venuta voglia di parlarvi del suo La spina del diavolo. Il film ha inizio quando Carlos (Fernando Tielve), figlio di un partigiano rimasto orfano, viene coattamente affidato ad un orfanotrofio roccaforte dell'antifranchismo. Questo luogo, non troppo lontano dai sibili della guerra civile, sarà teatro di una disavventura dai toni cupi e dall'epilogo tragico. Il punto di vista sono occhi infantili ma non più innocenti. Tra fantasmi e credenze superstiziose, prende forma una malvagità che è tutt'altro che paranormale.
Meraviglioso nell'uso della fotografia e nelle abbondanti citazioni, sagace nel creare personaggi tanto ambigui quanto realistici, l'affabulazione visiva di
En passant, forse non tutti sanno che Il labirinto del Fauno e La spina del diavolo sono parte di una trilogia ancora incompiuta che Del Toro ha sviluppato partendo dall'immaginario horror/fantasy e da una sereie di esperienze autobiografiche e familiari.
8 da incubo
Spettacolare... e inaspettatamente romantico 7 e 1/2
Ci sono film molto belli, ma facili da definire, film per i quali gli aggettivi vengono da sé. La mente impiega poco tempo a decidere quali corde emotive abbiano toccato: il gioco è presto scoperto. Raramente una pellicola lascia un senso di sospensione, di indefinitezza. Ferma il tempo e sospende il fiato. Quello che si prova è meraviglia, ma è difficile razionalizzarla, difficile spiegare quello che l’esperienza visiva ha mosso nelle viscere dello spettatore.
Magico ed emozionante 8 e 1/2
















