lunedì, 25 febbraio 2008

Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Tim Burton

Sweeney Todd[Per prima cosa, vi invito tutti al Posto delle Fragole, perché stasera ci sarà lo speciale su Tim Burton ]

Avevo aspettative altissime sulla coppia Burton-Depp.
Adesso ho un grosso punto interrogativo in testa.
A me questo film è piaciuto, però
Sweeney Todd - scenaUn film spudoratamente burtoniano, con un impianto visivo (fotografia, scenografie, costumi) mozzafiato. Lo zio Burton che amiamo: atmosfere dark, luoghi che sembrano venire dall’illustrazione di un libro, figure plastiche e ipermateriche, ombre cupe e luci improvvisamente sfavillanti. Tutte le visioni del regista si fondono, da Edward mani di forbice a La sposa cadavere: è tutto lì dentro, che ribollisce come in un pentolone magico. Deliziosa la sequenza onirica/delirante in cui vediamo materializzarsi il sogno di Mrs. Lovett: lei e il barbiere in abiti colorati da cartoon seduti sotto un albero rigoglioso che occhieggia alla locandina di Big Fish sotto un cielo sfacciatamente azzurro. E poi la spiaggia, la banchina, il mare… Un’improvvisa iniezione di colore.
Sweeney Todd - Scena 2Insomma, gente, posso dire di aver goduto a fondo la visione di questo film. Eppure, per come la vedo io, ha qualche neo…

  1. La prima parte. Scorre un tantino insipida senza che niente accada; la caratterizzazione iniziale dei personaggi è affidata più che altro a elementi visivi, mancano le emozioni, i sentimenti, qualcosa che pulsi sotto quelle carni pallide. La seconda parte è decisamente più coinvolgente, in un impetuoso crescendo di sadismo e romanticismo gotico.
  2. La voce di Johnny Depp. Mi preparo ad essere linciata (e giuro, giuro che lo adoro!), ma il protagonista di un musical che canta così non va. Proprio non può andare. Depp ha uno sguardo infuocato, fiero, tetro, folle. Ha una capigliatura che sembra fatta dal parrucchiere del suo amico Tim. É perfetto, già un’icona. Eppure, lasciatemelo dire, quando canta non si sente l’anima del personaggio. È flebiluccio, a tratti il suo è un canticchiare sommesso, quasi sempre piatto e monocorde. Riesce a risvegliarsi dal torpore solo quando duetta con gli altri personaggi.
  3. Doppiaggio monco. Questo non si deve certo a Tim Burton, ma risulta abbastanza fastidioso il continuo slittamento linguistico: parlato in italiano, cantato in inglese. Forse sarebbe stato preferibile tagliare la testa al toro e vedere il film in lingua originale, magari con i sottotitoli in inglese per godere appieno dei testi originali. E fanculo a chi voleva andare al cinema a vedere un film con Johnny Depp e non sapeva neanche che fosse un musical!

Forse non è il miglior Burton. E non è nemmeno un’opera per chi ama il musical, forse.

Però, sapete che c’è? Wow! Sono felice che esista qualcuno che fa film così, qualcuno che lascia la sua immaginazione a briglia sciolta, che scaglia parti impazzite delle sue visioni verso il pubblico. Un autore, con tutto il peso che questa parola può avere. Ne abbiamo tanto bisogno.
Ecco.

Riferimenti cinematografici:

  • Tim Burton, Sweeney Todd - Il diabolico barbiere dei Fleet Street, 2007
    Titolo originale: Sweeney Todd - The Demon Barber of Fleet Street, con Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman. Durata: 95 minuti. Genere: musical. Produzione: Usa, 2007. Distribuzione italiana: Warner Bros Italia.

Sinteticamente:  8 visionario

Lilith1984 ha raccolto queste idee nell'iperuranio | commenti (34)(popup) | commenti (34)
martedì, 30 ottobre 2007

The Producers: l'insopportabile leggerezza della musical-comedy

The ProducersRemake di una gaia commedia del 1968, The Producers è la storia di un produttore fallimentare di Broadway e un ragioniere senza arte nè parte, che insieme decidono di fare il colpaccio: con uno spettacolo disastroso si possono accaparrare due miliardi di dollari e fuggire col bottino. Allestiscono il peggiore spettacolo che si possa immaginare, ma qualcosa non va nel verso giusto. Ci si mette l'ironia demistificante di un regista gay che si improvvisa Hitler, perché tutto vada a rotoli...

Quello che mi aspettavo? Un film leggero, allegro, disimpegnato. Che poi è quello che ho visto. La sceneggiatura di Mel Brooks è molto buona - le risate non mancano. La caratterizzazione lievemente grottesca dei personaggi li rende maschere divertenti, ma non profonde. Nonostante questo, un Mattew Broderick tenero e isterico e una Uma Thurman altissima, biondissima, svedesissiama (e, soprattutto: che la dà!), valgono la visione del film.

Purtroppo il film perde punti proprio dove dovrebbe eccellere: le parti cantate sono scialbe - la scelta di musiche e canzoni scritte ad hoc per il musical di Broadway del 2001, non cattura gli spettatori. Insomma, se ne va senza infamia nè lode questo musical, che probabilmente dimenticherò in fretta. [Detto ciò, aggiungo che, per me, il re dei musical resta Moulin Rouge]

Riferimenti cinematografici:

  • Susan Storman, The Producers, 2005

Sinteticamente:  un'allegra sciocchezza 6 e 1/2

Lilith1984 ha raccolto queste idee nell'iperuranio | commenti (13)(popup) | commenti (13)
giovedì, 28 giugno 2007

Moulin Rouge VS Chicago!


Create polls and vote for free. dPolls.com

 

Moulin Rouge

La trama: Satine è la prima ballerina del Moulin Rouge. Affascinante, conturbante, irraggiungibile.Moulin Rouge Christian è uno scrittore squattrinato e bohèmienne. Equivoci, passione, gelosia, tragedia: la storia ha tutti gli elementi per incidersi nei cuori romantici.

La colonna sonora: i Nirvana e Madonna, i Queen e i Beatles... non c'è distinzione di generi ed epoche nella gigantesca scelta musicale, che porta avanti la trama del musical. Non c'è traccia di siparietti, ogni singolo brano punta sulla memoria musicale degli spettatori e su sentimenti universali, per toccare le corde più profonde.

Gli attori: Nicole è divina, ma Ewan McGregor è il mio attore uomo preferito... e non c'è altro da dire. L'affiatamento tra i due è semplicemente... mozzafiato - e scusate il gioco di parole, se potete! Notevoli le interpretazioni di tutti i personaggi di contorno: tra tutti, indimenticabile Zidler (Jim Broadbent).

Chicago

La trama: Roxie Hart vorrebbe diventare una star del cabaret, il suo modello è la conturbante Velma Kelly, ma la sua ingenuità la porterà in prigione. Qui, aiutata da un avvocato amorale, riuscirà a farsi idolatrare dalla stampa e a conquistare la libertà.

ChicagoLa colonna sonora: in mezzo a tutto quel jazz cantato e ballato dal trio di protagonisti, le canzoni che restano più impresse sono the Cellophan Man interpretata da John C. Reilly e When You're Good to Mama interpretata splendidamente da Queen Latifah. Manca la capacità di catturare il pubblico a livello emotivo, forse per la selezione monogenere, forse perché i brani non sono tanto famosi quanto quelli del Moulin Rouge.

Gli attori: Catherine ha una bellezza giunonica e il fascino della dark lady, mentre Renèe per quanto sgambetti e faccia gli occhi dolci appare alquanto insipida (anzi... la rivogliamo ciottarella come in Bridget Jones!), Richard Gere, a dodici anni da Pretty Woman, con molti capelli grigi in più e una presenza fisica un po' meno interessante continua a fare le stesse facce ad effetto... ma ha perso molto del suo fascino.

Io voto Moulin Rouge... e voi?

Riferimenti cinematografici

  • Baz LuhrmannMoulin Rouge, 2001
  • Rob Marshall, Chicago, 2002
Lilith1984 ha raccolto queste idee nell'iperuranio | commenti (22)(popup) | commenti (22)