mercoledì, 23 gennaio 2008

La musica nel cuore - August Rush... sorpresa!

La musica nel cuore - August RushSono andata al cinema un po' scettica, diciamo che il trailer non era male, ma non mi aspettavo granché - ovviamente c'era Jonathan Rhys Meyers che poteva valere da solo il prezzo del biglietto. Insomma mi sono detta: proviamo questo filmetto leggero per il sabato sera. Ne sono uscita con gli occhi umidi.

Non c'è niente da fare: Kirsten Sheridan (la figlia di quel Jim Sheridan di Nel nome del padre...) colpisce diritta allo stomaco, tocca i nostri migliori sentimenti, fruga là dove si annida l'orfano che vive in noi e rimapasta la vecchia storia dell'amore impossibile alla Giulietta e Romeo. E tutto questo funziona sin troppo bene. Per quasi due ore si resta invischiati in questa fiaba moderna strappalacrime. L'atmosfera surreale, le musiche che si insinuano nel ritmo cardiaco fanno di questa commedia un film gradevole.
La musica nel cuoreNel corso di una notte galeotta a NY due giovani musicisti, Jonathan Rhys Meyers e Keri Russel (che sembra una Nicole Kidman più sbarazzina e giovane), si innamorano e concepiscono un bambino (il film è per famiglie, quindi del concepimento non si vede niente). Il frutto del loro breve amore è il piccolo August Rush (Freddy Highmore, lo stesso che ha interpretato Neverland e La fabbrica di cioccolato) che crescerà in orfanotrofio con un talento naturale per la musica - roba che manco Mozart! Come il piccolo riuscirà a usare il suo talento per riunire la sua famiglia lo lascio alla magia dello schermo, aggiungo solo che non dovreste perdervi un Robin Williams nella parte dell'orco nevotico.

Riferimenti cinematografici:

  • Kirsten Sheridan, La musica nel cuore - August Rush, 2007

Sinteticamente: 7 e 1/2 emozionante

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mercoledì, 10 ottobre 2007

Jules e Jim: non è fatta per amare un solo uomo

Jules et Jim

Jim e Jules sono due amici, simil-intellettuali, vagamente boheminenne. Catherine (una gigantesca Jeanne Moreau) è una donna tiranna. Sessuata in modo quasi animale - non a caso le labbra sono il segno distintivo che fa avvicinare i due amici a lei -, disinibita e colta, colma di mistero e vagamente malinconica.

Uno dei film più famosi di Truffaut è una storia di passioni, una storia di amicizia, ma è soprattutto la commovente storia di una donna con una personalità forte, in grado di diventare il baricentro di piaceri e sofferenze. Inutile che vi racconti la trama: se l'avete visto già la conoscete, se non l'avete visto è meglio che vi accostiate a questo film con curiosità infantile, senza sapere nulla di più di quello ce già si sa.

Le parole rivestono il film come un canto lirico -anche se a volte risulta pesante un certo didascalismo. Ogni fotogramma è curato nella profondtà e nella composizione come una fotografia. Un profondo respiro cinematografico. 

Una nota critica rispetto all'edizione italiana: era proprio necessario che i doppiatori scimmiottassero l'accento francese?

Riferimenti cinematografici

  • François Truffaut, Jules et Jim, 1962

Sinteticamente:  sensualità francese 8

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giovedì, 13 settembre 2007

L'amore giovane, quello che non si scorda mai

New York, appartamento semi-fatiscente. William si guarda allo specchio del bagno e ripete: “Il mio cuore è oro, che cosa mi darai in cambio?”. Si prepara per un provino imparando le battute: è un giovane aspirante attore, arrivato dal Texas per entrare nel mondo del cinema. È un ragazzo in cerca di successo, che ancora non conosce esattamente la propria identità. È ciò che Ethan Hawke, il regista di L'amore giovane, era stato circa 15 anni fa, quando iniziò a scrivere il libro da cui è tratto il film (Amore giovane, edito in Italia da Sonzogno nel 1996). Hawke, texano, classe 1970, ha già alle spalle una carriera sorprendente: alla sua seconda regia, nel 1989 ha raggiunto la fama come attore con L'attimo fuggente e negli ultimi ha recitato in numerosi film di successo (Giovani, carini, disoccupati, Prima dell'alba, Training Day, Gattaca …). Ormai si sentiva pronto a prendere la giusta distanza dalla propria storia personale per raccontarla in un film: “La mia speranza era che, con un po' di tempo a disposizione – dichiara il regista – potessi capire meglio i temi di questa storia e realizzare un film onesto e personale.”

Il primo amore è la prova che consente a William (interpretato dal giovane e promettente Mark Webber) di diventare adulto. L'incontro con Sara (l'attrice di origini colombiane Catalina Sandino Moreno), un'affascinante giovane cantante, è difficile e intenso: un continuo alternarsi di slanci e ossessioni, di passione e debolezza. E lui, ventenne ancora idealista e un po' ingenuo resta travolto da questa storia. Trascina Sara fino in Messico, dove deve girare il suo primo film: immersi in una calda terra di colori e di odori, fuori dal mondo in cui vivono, i due attraversano il momento più bello della loro storia. Pensano precipitosamente al matrimonio, si illudono che potrebbe essere per sempre. Ma l'amore giovane è romantico, sensuale, totalizzante… ma non eterno.

La chiave di lettura del film si trova nel rapporto dialettico tra l'amore e il rapporto con i genitori separati. Forse, ancora più in generale, tra le relazioni sentimentali e la famiglia d'origine. Dietro la sua storia con Sara, in cui lui si butta a capofitto, c'è il suono sibilante del fallimento matrimoniale dei suoi genitori, del loro amore precipitoso e imprudente. C'è l'insicurezza e l'imbarazzo di chi non sa come amare e si chiede cosa facciano gli altri ragazzi quando sono soli con le ragazze. C'è la paura che il proprio amore non sia ricambiato che si mescola con il desiderio e diventa ossessione. Dietro la sua ricerca d'affetto c'è un bambino che a otto anni ha dovuto lasciare il suo Paese e anche suo padre. Scena nodale del film è quella in cui il giovane affronta suo padre (interpretato dallo stesso regista Ethan Hawke): da questo incontro riuscirà a trarre la forza per agire, crescere, accettare le ferite ed andare avanti.

L'amore giovane è un film disperato su un sentimento che lascia molte ferite, ferite che poi ne riaprono altre. Un film gradevole, ma in cui troppo spesso i dialoghi sopraffanno le immagini, con il risultato paradossale di rallentarlo. Eppure è difficile non identificarsi con qualcuno dei protagonisti: seguirli con un pizzico d'angoscia perché sin dall'inizio è annunciata la fine dell'amore, respirare le atmosfere torride del Messico e del Texas, cercare un perché nei padri e nella madri.

Riferimenti cinematografici

  • Ethan Hawke, L'amore giovane, 2006

Sinteticamente:  romantico e verboso 6 e 1/2

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mercoledì, 12 settembre 2007

La mia super-ex-ragazza: Uma Thurman vendica il sesso debole

 

Dopo la saga di Kill Bill , l'affascinante Uma Thurman torna ad essere più agguerrita che mai. Se nei film di Quentin Tarantino l'abbiamo vista cimentarsi in arti marziali da videogame e maneggiare spade affilate, in La mia Super Ex-Ragazza, fa a cazzotti con i borseggiatori e salva i comuni mortali da disastri naturali, rapine e geni del crimine. Con la regia di Ivan Reitman, il film fa il verso alle commedie romantiche e alle saghe dei supereroi: il risultato è una commedia demenziale tutta da ridere. Potevamo aspettarci altro da un regista che ha fatto la storia della comicità degli anni Settanta e Ottanta con film di culto come Animal House e I gemelli ?

Nel film Uma è Jenny, alias G-Girl: fenomenale se si tratta di spegnere un incendio sull'Empire State Building, romantica, un po' ingenua e tendenzialmente nevrotica nella vita sentimentale. Nei panni di G-girl è una potenza, quando è semplicemente Jenny, la curatrice di un museo, sembra rivestita dal fascino dell'ex-secchiona un po' insicura, ignara del proprio magnetismo. La sua storia d'amore con l'architetto Matt Saunders (Luke Wilson) inizia per caso e ha da subito tutti gli ingredienti dell'umorismo. Abbiamo gli impensabili sotterfugi di lei, che cerca di nascondere la sua vera identità, ma deve dileguarsi ogni volta che in città si presenta un'emergenza (la scusa del bagno regge anche quando ritorna decorata di carbone sul muso). Abbiamo un lui cronicamente distratto, che non è capace di decifrare gli innumerevoli segni dell'eccentricità della ragazza. E, dulcis in fundo, abbiamo un migliore amico cinico e smaliziato (Rainn Wilson, quello di Six Feet Under, perfetto nel ruolo) capace di dispensare sempre il consiglio peggiore.

La fantasia erotica del fidanzato si scatena quando scopre che la sua donna è una supereroina con i tacchi a spillo. Tutte da ridere le acrobazie sessuali della coppia: i due non si negano lo sfizio di fare l'amore volando sui grattacieli della Grande Mela e, quando usano il tradizionale letto a due piazze, arrivano a sfondare la parete irrompendo nell'appartamento del vicino. Gli effetti speciali regalano a queste scene una comicità esuberante: persino il fascino di Uma Thurman non può più sprigionare erotismo quando il sesso diventa un terremoto del decimo grado della scala Richter. Le complicazioni non tardano ad arrivare: lui si innamora di una bella e spiritosa collega di lavoro, Hannah (la svampita Anna Farris di Scary Movie), e decide di lasciarla… quella che era una relazione scintillante si trasforma in un mare di guai. Scaricata, Jenny diventa un'ex-ragazza furiosa capace di scatenare il suo isterismo femmineo con la forza di un ciclone. Immaginate cosa può fare una donna emotivamente instabile, arrabbiata e delusa, se ha la forza di scagliare per aria un'automobile come se fosse una pallina da tennis. Matt dovrà trovare una soluzione, per poter sopravvivere all'ira di G-girl…

Riferimenti cinematografici

  • Ivan Reitman, La mia super-ex ragazza, 2006

Sinteticamente:  spassoso 7

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giovedì, 06 settembre 2007

Ti odio, ti lascio, ti... quant'è stupido l'amore

Quasi tutte le commedie romantiche si concentrano sulla fase della conquista e dell’innamoramento e poi lasciano intendere che il seguito sia “e vissero felici e contenti”, senza che niente sia detto sul contenuto di quella felicità supposta. Con Ti odio, ti lascio, ti… Peyton Reed parte proprio quando il processo di innamoramento è bell’è finito, dal momento in cui la coppia scoppia. La parte sdolcinata occupa il tempo dei titoli di apertura, tutto il resto è un inseguirsi di insulti, dispetti e controdispetti.

Jennifer Aniston è una fidanzata bella e graziosa quanto spaccacoglioni, Vince Vaufhn è un omaccione robusto buono quanto rozzo. Lei è una sofisticata gallerista che dipinge per diletto, lui l’americano tipo, non troppo colto, ma ingegnoso e simpatico. A un certo punto le differenze tra i due si acuiscono e, per un pretesto banale, la storia va a rotoli. Il punto è: quanto di noi stessi siamo disposti a mettere in gioco per amore?

Lei, impegnata a pretendere attenzioni e cure senza chiederle, si esibisce nella tipica scenata da donna frustrata dall’atteggiamento maschile, ma non si chiede neanche per un momento se parlare sia il modo migliore per capirsi. Lui è macho quanto basta da non concederle nervi scoperti e debolezze. Gli amici sono lì intorno a dare consigli sbagliati all’uno e all’altra: li vogliono convincere a cercare nuovi orizzonti, a far ingelosire il partner con una inedita spudoratezza sessuale, a dedicarsi al lavoro piuttosto che ai problemi privati… Il peggiore di tutti è l’amico-avvoltoio: l’ipocrita agente immobiliare che li convince a vendere l’appartamento, prendendo agilmente la ghiotta commissione.

Lungo la trama del film possiamo vedere con chiarezza l’arco di crescita del protagonista maschile, che si rende consapevole dei suoi errori, ma è meno chiaro il percorso di lei che dopo aver sofferto tanto e sperimentato metodi improbabili di riconquista, sembra arrendersi. Il finale lascia aperta la speranza, ma è una speranza un po’ scialacquata e quasi malinconica.

Riferimenti cinematografici

Peyton Reed, Ti odio, ti lascio, ti…, 2006

Sinteticamente: uno stupido amore assurdo 7 e 1/2

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