martedì, 29 luglio 2008

Dalle tenebre e dal caos: Il Cavaliere Oscuro

Il cavaliere oscuroPuò capitare di temporeggiare quando ci si ritrova dopo tanto tempo davanti al proprio blog in stato di coma vegetativo (mi approprio dell'espressione di Trinity che mi è sembrata molto approppriata), come rompere il ghiaccio? Ed ecco che a spronarmi è una coincidenza quasi irriverente. Le coincidenze mi affascinano, mi fanno sentire come in attesa che accada qualcosa in più. Così non pare una cattiva idea ripartire da un supereroe dopo essermi bloccata su Daredevil. Chiudevo con un 5 e riapro con un 10 - sì, lo sparo così, il primo dieci a un comic-movie, senza esitazioni!

Ovviamente sto parlando di Batman, anzi Il Cavaliere oscuro!

Tutti hanno avuto qualcosa da dire su questo film, finanche una amabile fanciulla che ha commentato constatando il proprio stato di eccitazione sessuale... e io? Tutto sommato, non mi discosto tanto dal suo giudizio: la mia è una spudorata standing ovation.

Questo film è davvero bello. Si è quasi tentati di parlarne male solo per tirarsela un po' da snob, ma poi onestamente non ci si riesce.

Più e meglio che nel precedente Batman Begins, Christopher Nolan riesce a ricavare una propria cifra stilistica che si discosta dal modello burtoniano. Un cupo realismo avvolge Gotham City, l'eroe che la città merita nasce dal cemento e dalla polvere. L'atmosfera è minacciosa e stridente, senza sconfinare nell'onirico. Per sconvolgere una metropoli in cui la criminalità è all'ordine del giorno e la mafia è l'unico vero potere, non si può immaginare altro che l'inimmaginabile, l'imprevedibile, il caos. E qui il caos ha un nome: Joker.

JokerIl duello tra i due protagonisti è una lotta fra giganti, il confronto è filosofico più che fisico. La battaglia non si consuma tanto tra male e bene, quanto tra essere e non-essere, tra la pienezza della stasi e la roboante incertezza del divenire. A calamitare tutti gli sguardi è il Cattivo Haeth Ledger: non per la sua morte (che di certo ha portato molta più gente nelle sale), ma per la statura del personaggio che, meravigliosamente, interpreta. Dopo di lui, sarà difficile vestire di nuovo quei panni viola.

Davanti allo schermo ero stupefatta. Immersa, gli occhi fissi sullo schermo, forse a trattenere il fiato. Provo a rifletterci post-visione, perché durante non è stato possibile. Mi accorgo che la struttura della sceneggiatura era solida al punto da aver dato a ciascun personaggio il suo arco di crescita, al punto da aver sapientemente messo in equilibrio dramma, tragedia, amore e azione. Tutte le linee narrative convergono in un punto che oserei definire a-morale. Scompongo il film nei singoli elementi e lo trovo perfetto, ineccepibile. Colossale.

Riferimenti cinematografici:

  • Christopher Nolan, Il Cavaliere Oscuro, 2008
    Titolo originale, The Dark Knight, con Christian Bale, Heath Ledger, Aaron Eckhart, Gary Oldman, Morgan Freeman, Maggie Gyllenhaal, Cillian Murphy. Durata: 152 minuti. Genere: supereroe. Produzione: Usa. Distribuzione italiana: Warner Bros.

Sinteticamente:  10 capolavoro

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lunedì, 17 marzo 2008

Daredevil: il supereroe inespressivo

[Prima di tutto vi segnalo che tra gli ultimi film usciti (anche se venerdì non sono riuscita a parlarne) Water Horse - La leggenda degli abissi merita davvero di essere visto, se non ci credete leggete qui la mia recensione.]

DaredevilDevo ammettere che io con Ben fustacchione Affleck non ho un bel rapporto. Sarà perché per me è l'esempio perfetto della faccia di bronzo inespressiva (parliamone qui), sarà perché è più famoso per i suoi amori che per le sue interpretazioni... non saprei.

Io questo Daredevil con Ben supereroe cieco - e meno male che era cieco: gli hanno risparmiato la fatica di avere un'espressione nello sguardo - proprio non l'ho apprezzato. Anche a voler mettere da parte il mio amore per il suddetto salame parlante, il film non si salva. Il piattume della storia e dei suoi protagonisti è solo vagamente colorito dalle trovate spettacolari.

La superficialità è quasi imbarazzante: i conflitti interiori dell'eroe anzichè essere drammatizzati sono liquidati con qualche battuta risibile. I dialoghi sembrano scritti da un ragazzino di terza elementare. E le truzzate ci potrebbero pure stare, se solo fossero alleggerite con un po' di ironia - Colin Farrel fa la parte del re dei truzzi, e ci sta pure molto bene!

Attenzione, non è che sia tutto da buttare, ci sono due o tre battute divertenti e la trovata dell'incontro amoroso attraverso le arti marziali è interessante. Gli effetti speciali e il montaggio, non sono male, anzi. Per i maschietti c'è anche quella gnocca pazzesca di Jennifer Garner nei panni di Elektra. Comunque, salvato il salvabile, non ne rimane abbastanza per stare davanti allo schermo per circa due ore (dipende dall'edizione, c'è anche una directors cut!).

Comunque, se vi va di parlare di supereroi più o meno riusciti, stasera state con noi al Posto delle Fragole!

Riferimenti cinematografici:

  • Mark Steven Johnson, Daredevil, 2003
    Titolo originale: Daredevil, con Ben Affleck, Jennifer Garner, Colin Farrell. Durata: 103 minuti. Genere: fantastico. Produzione: Usa. Distribuzione italiana: 20th Century Fox

Sinteticamente:  5 bocciato

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giovedì, 28 febbraio 2008

Batman! Ancora un po' di quel Burton, please!

BatmanQuando ho visto questo film ero ancora piccola, ma così piccola da non capire cosa avessi di fronte.  Ricordo di averlo visto al cinema, credo che sia stato il primo film che ho visto in sala: con mamma, papà e sorellina allo storico Olympia di Cagliari, che non ha resistito all’avanzata dei multisala e adesso è un negozio di abbigliamento. C’est la vie.

Tutto questo per dirvi che avevo soltanto cinque anni, quindi rivederlo venerdì scorso è stato come vederlo per la prima volta.

Batman è stato un sogno per alcuni – uno di quei sogni che si realizzano nell’arco di 15 anni. Un colossale progetto economico, per altri. Per Tim Burton è stata l’occasione per fare un film ad altissimo budget esprimendo la sua poetica, il suo mood. Com’è ovvio non tutti credevano in quel ragazzo scapigliato non ancora trentenne. Avevano torto: il Cavaliere Oscuro non poteva che nutrirsi del suo immaginario cupo. E crescere. Quando uscì nelle sale era talmente grande che fu il delirio.

Michael Keaton e Tim Burton

Michael Keaton emana un fascino insospettabile. Ma il suo nemico troneggia su di lui. Non c’è nemmeno bisogno di dire quanto Jack Nicholson sia grandioso. Un Joker perverso, sopra le righe, cinico.

Batman

A lui sono affidate le battute cool, quelle che restano impresse nella memoria. Una su tutte:

  • Questa città ha bisogno di un clistere!
    This town needs an enema!

Per non  parlare di alcune scene da antologia. Io con le parole potrei anche fermarmi qui. (Ri)guardatevi questo…

Per chi ha voglia di sentire ancora parlare di Tim Burton, vi mando al Posto delle Fragole, è online la settima puntata!

Riferimenti cinematografici:

  • Tim Burton, Batman, 1989
    Titolo originale: Batman, con Michael Keaton, Jack Nicholson, Kim Basinger. Durata: 126 minuti. Genere: fantastico. Produzione: Usa, Uk, 1989. Distribuzione italiana: Warner Bros.

Sinteticamente: meraviglioso

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giovedì, 21 febbraio 2008

Spiderman 2: waiting for 4?

Spider-man 2

La sesta puntata di al Posto delle fragole è online... EvVai!

Abbiamo chiacchierato su come Spider-Man 1  ci abbia fatti innamorare di quel ragnetto di Tobey Maguire, abbiamo criticato l'ultimo Spider-Man 3, salvandone ben poco. E adesso, l'anello mancante: perché Spiderman 2 è da molti considerato il migliore della trilogia? [Trilogia per ora, presto si aggiungerà un quarto episodio, anzi mi auguro di cuore che l'arrivo di una nuova penna dia nuovo lustro alla saga] Proverò a rispondere con le mie impressioni.

Se nel primo Spiderman vediamo nascere l'eroe, nel secondo episodio lo vediamo prendere consapevolezza di sè. L'eroe è dibattuto tra le sue potenzialità e suoi desideri, tra il senso del dovere e l'amore. Il nostro Peter Parker attraversa una crisi di identità in cui arriva addirittura a somatizzare il conflitto. Ma non solo Peter Parker/Spiderman deve prendere coscienza, la sceneggiatura di Alvin Sargent lascia ampio spazio anche agli altri personaggi e alle loro scelte. La zia May (Rosemary Harris) può conoscere la verità, Mary Jane (Kirsten Dunst) può fare la sua scelta d'amore e Harry (James Franco) può fare la sua scelta d'odio. Persino Doc Ock (Alfred Molina), in punto di morte riesce ad autodeterminarsi rispetto alle macchine che lo avevano soppraffatto.

Spiderman 2Ci salva da un eccesso moralistico sull'importanza dell'identità e delle proprie scelte, la divertita regia di Sam Raimi. Il suo inconfondibile umorismo sadico regna sovrano nella pellicola, facendone un piatto sfizioso e leggero. Le debolezze di Peter Parker e la sua goffaggine sono esaltate con gusto. Il regista de L'armata delle tenebre non perde occasione di maltrattare lo studentello Parker e si compiace, arrivando ad auto-citarsi e infilando un cammeo di Bruce Campbell.
Spiderman 2Spettacolari, ancora una volta, le piroette aeree dello Spiderman digitale, il film raggiunge un ottimo equilibrio tra effetti speciali e storia. Il risultato è un film divertente e intelligente, che racconta con un sorriso situazioni psicologiche comuni in occasioni straordinarie. Un film adatto a pubblici diversi: dai fan della Marvel ai profani del fumetto, dal ragazzino di dieci anni a una cinefila pasticciona come me.

Standing ovation per i titoli di apertura con micro-riassunto della puntata precedente disegnato da disegnato da Alex Ross, disegnatore di casa Marvel.

Riferimenti cinematografici:

  • Sam Raimi, Spiderman 2, 2004
    Titolo originale: Spiderman 2, con Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco. Durata: 135 minuti. Genere: supereroi. Produzione: Usa. Distribuzione italiana: Columbia Pictures.

Sinteticamente:  divertente 8 e 1/2

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martedì, 10 luglio 2007

Un mostro verde in camera mia: Hulk

Hulk Aspettando Hulk II mi sono vista il primo Hulk di Ang Lee, felice acquisizione della videoteca del mio fratellino. Quando ero piccola vedevo il telefilm in tv e restavo immobile a guardare, tra il fascino e l'orrore, questa mutazione rabbiosa - a un certo punto hanno fatto anche il cartone animato, ma ero troppo grande per queste cose. Insomma, sembra che questa stagione sia all'insegna dei ritorni al passato, e non mi dispiace.

Delle immagini che mi ricordo è rimasto ben poco nel nuovo mostro verde: quello della mia infanzia aveva un volto trasfigurato e terribilmente verosimile, questo sembra più uno Shreck muscoloso e di qualche taglia più grosso. Mentre nei miei ricordi c'era soprattutto una forza distruttiva e feroce, c'erano pulsioni primarie attivate spesso nel buio di un laboratorio/cripta, c'era l'attesa impaziente che lo scienziato perdesse le staffe e si trasformasse, nel film che ho visto oggi c'è una generosa dose di sentimentalismo, c'è un buon mix di motivazioni e ferite in tutti i personaggi, anche nei cattivi. Soprattutto, c'è un finale aperto senza premio che mi richiamerà al cinema nel 2008, per il film di Leterrier.

Un cast molto credibile, e uno sviluppo dei personaggi da manuale. Un montaggio che mette a frutto tutti i possibili virtuosismi del digitale. Per il resto ci sono tutti i clichè del genere: eroe che scopre i poteri nascosti dentro di sè e deve imparare a usarli, scienziato pazzo e tracotante, donna adorabile, ma fragile. Davvero niente male.

Ipse dixit (queste battute non me le dimenticherò):

  • Smettila, non è colpa tua, davvero. Tu sei solo il prodotto della mia inesplicabile ossessione per gli uomini freddi. Mi passerà.

E poi:

  • Mi hai trovato.
  • Non era difficile trovarti.
  • Sì, invece.

[Lo so, mi vedo i film da maschiaccio e poi mi faccio commuovere dal romanticismo, ma che ci posso fare?]

Riferimenti cinematografici

  • Ang LeeHulk, 2003

Sinteticamente:  Spettacolare... e inaspettatamente romantico 7 e 1/2

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